L’uomo della pioggia

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La pioggia è un misto fra tristezza ed ebbrezza, sogno ed incubo, disillusione e follia. In ogni luogo del mondo ha le sue regole e si presenta in vesti diverse. Può lavare via il dolore o instillarlo goccia dopo goccia nel tuo corpo, può condurti in focolari sicuri o farti perdere in tediose brughiere, può riconciliarti con lo spirito oppure presentarti nuovi demoni. Tutto questo avviene nel perfetto silenzio delle piogge primaverili e nel fracasso di una tempesta. Continue reading “L’uomo della pioggia”

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Chiedilo all’arcobaleno

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Lentamente sotto il sole infuocato del Senegal, le contadine dei villaggi intorno a Kaffrine si appropinquano al caseggiato sgangherato dove sto aspettando per riceverle ed iniziare un incontro per avviare un progetto di maresaige, coltivazioni ortofrutticole. Come schizzi in un dipinto impressionista, le donne con i loro sgargianti vestiti colorano e prendono il proprio spazio in questo angolo arido alle porte del Sahara. La compostezza su come e dove si siedono, componendo così un arazzo multicolore, sembra seguire una legge atavica e immutabile della fisica coopernicana oppure è semplicemente il normale fluire delle fantasia che ama giocare mescolando colori, storie e speranze di ognuna di loro. Continue reading “Chiedilo all’arcobaleno”

Storia di una bambina

dsc_0319L’isola di Gorè è uno di quei santuari che ci ricordano le nostre colpe, le colpe dell’uomo bianco. Da qui partivano gli schiavi verso le Americhe, letteralmente rastrellati dai francesi nella loro Africa Occidentale. La maison des esclaves, la casa degli schiavi, dove venivano rinchiusi in condizioni disumane ne è l’emblema. Passeggiando per le vie acciottolate e riscaldate dal freddo sole senegalese, Enea, un mio amico e collega, si ferma e quasi mi sussurra: “ qui dovrebbero venirci molte persone che inveiscono contro i migranti e i clandestini, per guardare cosa noi europei abbiamo fatto con il commercio degli schiavi”. Una frase spontanea, sincera che chiosa la visita che stiamo concludendo alla maison des esclaves. Appena usciti mi si para davanti una bambina Continue reading “Storia di una bambina”

Tambacounda, un crocevia della migrazione

Il Senegal non è solo Dakar, ma anche una città di nome Tambacounda, situata agli estremi confini orientali del paese, in prossimità del Mali.La cittadina di Tambacounda è calore e polvere, ma durante la stagione delle pioggie si mette il vestito buono, si colora di verde e su questo fondale, i colori scargianti degli abiti dei suoi cittadini risaltano ancora di più.

Tambacounda bambino e maiale

 

Nella nostra analisi del fenomeno della migrazione clandestina e del traffico degli esseri umani ci diamo da fare per cercare i migranti che hanno fatto il viaggio per arrivare in Europa e poi fortunatamente sono riusciti a tornare sani e salvi qui a Tambacounda.

Tambacounda passante

Nei villaggi della regione, purtroppo quasi ogni famiglia ha un suo membro che è morto durante il viaggio per raggiungere Lampedusa.

Tambacounda