War is over

LiberiaNon puoi comprendere cosa sia la guerra fintantoché non la vivi o vedi cosa ha lasciato dopo il suo passaggio. Ho studiato le guerre civili liberiane durante l’università ed ho sempre desiderato vedere questo paese, nato da schiavi liberati provenienti dall’America nel 1847 che invece di costruire una società equa e fondata sulla libertà ed i diritti dell’uomo, crearono e prepararono un ambiente ideale per i numerosi diavoli che avrebbero dilaniato questo angolo d’Africa. Continue reading “War is over”

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Il volo del Condor

PeruHo passato un breve tempo nella terra del Condor, lavorando e visitando una mia amica che vive nel Cuzco. Un breve periodo pensando e meditando sulle imponenti Ande, immergendomi nella cultura andina, nei suoi tempi lenti, nel suo mondo circolare. I voli del Condor producono sempre dei cerchi, le strutture Inca sono spesso circolari, il Valle Sagrado ha una conformazione circolare, il senso di condivisione della gente del posto e degli stranieri che vi abitano ti abbraccia, ti avvolge anche questo per certi versi è un cerchio. Il cerchio è sempre sinonimo di continuità, di qualcosa d’infinito che si ripete, al contrario della linea retta fine a se stessa, un’istante che si perde nello scorrere del tempo. Continue reading “Il volo del Condor”

Sao Tome / São Tomé

Praia picinaUn’isola pressoché vergine, dove la foresta equatoriale vive e si riproduce senza incombenti minacce. Docili declivi ed aspri picchi, che ricordano i camini delle streghe, ottimo cibo locale composto dal pesce, dai frutti tropicali e dal maiale semi-selvaggio autoctono. Infine i tramonti pennellano di vivaci colori il cielo nell’ora dei vespri, placando gli eventuali dolori dell’anima ed infondendo nuove speranze per il futuro. Questa è São Tomé, un’isola di smeraldo nascota nei glanghi di un tempo lento dimenticata dalla nostra era colma di istanti fugaci fini a se stessi. Continue reading “Sao Tome / São Tomé”

Tabaski, la festa del sacrificio

La Tabaski, la festa del sacrificio, così è chiamata in Africa Occidentale. E’ la festa mussulmana più importante, che ricorda il sacrificio di Ibrahim (l’Abramo giudeo) che accetta di sgozzare suo figlio Ismael (l’Isacco giudeo) per ordine di Dio, per dimostrare la propria fede. Ma all’ultimo istante prima di sgozzare il figlio, Dio invia l’Arcangelo Gabriele, a sostituire Ismael con un montone. Infatti la cosa principale di questa festa e mangiare il montone, ma deve essere ucciso in maniera indolore e poi condiviso con i familiari, i vicini, ma soprattutto con i poveri e gli affamati. Questo è il volere di Dio.

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Il Simposio

Sono cresciuto nelle vecchie cantine dei Castelli Romani, dove i tavoli di legno sono gonfi delle gocce di vino, cadute dai bicchieri o dai quartini o frasche (nomi dialettili per le diverse bottiglie del vino). Sono cresciuto nelle tavole domenicali vestite a festa, condividendo un bicchiere di vino con mio padre. Sono cresciuto nel simposio, di greca origine, dove il pasto ed il vino servivono solamente per parlare, dialogare, filosofeggiare con i commensali presenti.

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