Momenti chiave di un cooperante

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Si dice che ci siano due momenti chiave nella vita di un cooperante che non si scordano mai rimangono indelebili nella propria mente e sono spunti di riflessioni per pianificare il futuro. Si vive nella precarietà e nell’incoscienza di apprendere e conoscere sempre di più, di impregniarsi e battezzarsi di culture altrui, lontane, esotiche, distanti dalle proprie radici. Finchè non ci si perde in un altrove che chiamamo con il nome di casa. Continue reading “Momenti chiave di un cooperante”

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Storia di una bambina

dsc_0319L’isola di Gorè è uno di quei santuari che ci ricordano le nostre colpe, le colpe dell’uomo bianco. Da qui partivano gli schiavi verso le Americhe, letteralmente rastrellati dai francesi nella loro Africa Occidentale. La maison des esclaves, la casa degli schiavi, dove venivano rinchiusi in condizioni disumane ne è l’emblema. Passeggiando per le vie acciottolate e riscaldate dal freddo sole senegalese, Enea, un mio amico e collega, si ferma e quasi mi sussurra: “ qui dovrebbero venirci molte persone che inveiscono contro i migranti e i clandestini, per guardare cosa noi europei abbiamo fatto con il commercio degli schiavi”. Una frase spontanea, sincera che chiosa la visita che stiamo concludendo alla maison des esclaves. Appena usciti mi si para davanti una bambina Continue reading “Storia di una bambina”

Tabaski, la festa del sacrificio

La Tabaski, la festa del sacrificio, così è chiamata in Africa Occidentale. E’ la festa mussulmana più importante, che ricorda il sacrificio di Ibrahim (l’Abramo giudeo) che accetta di sgozzare suo figlio Ismael (l’Isacco giudeo) per ordine di Dio, per dimostrare la propria fede. Ma all’ultimo istante prima di sgozzare il figlio, Dio invia l’Arcangelo Gabriele, a sostituire Ismael con un montone. Infatti la cosa principale di questa festa e mangiare il montone, ma deve essere ucciso in maniera indolore e poi condiviso con i familiari, i vicini, ma soprattutto con i poveri e gli affamati. Questo è il volere di Dio.

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Tambacounda, un crocevia della migrazione

Il Senegal non è solo Dakar, ma anche una città di nome Tambacounda, situata agli estremi confini orientali del paese, in prossimità del Mali.La cittadina di Tambacounda è calore e polvere, ma durante la stagione delle pioggie si mette il vestito buono, si colora di verde e su questo fondale, i colori scargianti degli abiti dei suoi cittadini risaltano ancora di più.

Tambacounda bambino e maiale

 

Nella nostra analisi del fenomeno della migrazione clandestina e del traffico degli esseri umani ci diamo da fare per cercare i migranti che hanno fatto il viaggio per arrivare in Europa e poi fortunatamente sono riusciti a tornare sani e salvi qui a Tambacounda.

Tambacounda passante

Nei villaggi della regione, purtroppo quasi ogni famiglia ha un suo membro che è morto durante il viaggio per raggiungere Lampedusa.

Tambacounda