Dakar, un eterno teatro di polvere e luci


La strada è assolata, il sole picchia come un fabbro sulla sua incudine. Aspetto che si avvicini un taxi, sicuramente sarà sgangherato, con pellice che ricoprono i sedili all’interno e dallo specchietto retrovisore penzolerà qualcosa di strano come un ciuffo di crine di cavallo. Sono un esperto a scegliere questa tipologia di taxi. Eccolo che arriva, si ferma, all’interno un giovane dall’aria trasognata masticando un piccolo ramoscello che serve per pulirsi i denti. Il suo francese non è impeccabile ed è corroso da forti e schioccanti parole wolof. Spara un prezzo esorbitante per il pezzo di strada che devo percorre, gli rispondo che è un “prezzo toubab”, un prezzo da bianco, conosco le tariffe perché vivo in questa città andando e venendo da ben 3 anni. Il ragazzo ride fa una smorfia irriverente, abbassa un poco il prezzo ed io controattacco. Inizia il teatro, inizia la piéce, ognuno recita la propria parte, si sale sul palco, si spolverano i propri sogni, si entra nella ville magique di Dakar.

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Il volo del Condor

PeruHo passato un breve tempo nella terra del Condor, lavorando e visitando una mia amica che vive nel Cuzco. Un breve periodo pensando e meditando sulle imponenti Ande, immergendomi nella cultura andina, nei suoi tempi lenti, nel suo mondo circolare. I voli del Condor producono sempre dei cerchi, le strutture Inca sono spesso circolari, il Valle Sagrado ha una conformazione circolare, il senso di condivisione della gente del posto e degli stranieri che vi abitano ti abbraccia, ti avvolge anche questo per certi versi è un cerchio. Il cerchio è sempre sinonimo di continuità, di qualcosa d’infinito che si ripete, al contrario della linea retta fine a se stessa, un’istante che si perde nello scorrere del tempo. Continue reading “Il volo del Condor”