Sunyani un placido Arlecchino

wp_20160607_18_02_32_proA Sunyani nella campagna ghanese la vita trascorre tranquilla e placida. Il verde accesso ricorda i paesaggi inglesi, gli animali della fattoria i ricordano la mia infanzia. Ogni volta che trascorro del tempo in questo piccolo antro bucolico, mi rigenero lo spirito ed il pensiero. Qui si riescono a vedere anche dei bei tramonti, non paragonabili ai tramonti dell’oriente africano, ma ugualmente ti donano spunti per riflettere. Nella comunità salesiana di Sunyani c’è un brother italiano, tutti lo chiamano Bro. Ricky ed ha passato molta della sua vita in Africa Occidentale. E’ sempre premuroso e mai parco di battute scherzose, cultore del caffè, che prendiamo assieme due, tre, quattro volte al giorno. Ha trascorso quasi dieci anni in Nigeria, dove la vita è dura e non è paragonabile al dolce incedere di Sunyani. Bro. Ricky avrebbe potuto non mettere mai più piede in Africa, infatti in Nigeria ha subito una rapina in casa ed è stato aggredito con un piede di porco che lo colpì sulla testa. Dopo l’aggressione aveva sempre mal di testa e capogiri, finchè non si scopri che il colpo in testa gli aveva spaccato parte del cranio. Quindi si dovette fare un’operazione e mettersi una placca d’acciaio per sostituire la parte del cranio lesa. Quando dopo l’operazione decise di ritornare in Africa a svolgere la sua missione, la madre gli disse; “ Bè Ricky ora possiamo confermare che sei proprio matto”. Una scelta che apprezzo molto e credo che valga la pena spendere la propria vita per fare del bene, per aiutare gli ultimi degli ultimi, come fa Bro. Ricky nel mezzo della campagna ghanese, soprattutto con i ragazzi di strada. Queste giornate a Sunyani trascorrono in maniera bucolica, ritrovo i tempi, i colori e le luci di una mia infanzia lontana ed intoccabile. La luce del meriggio è uguale alla luce che condividevo con mia nonna, nel giardino della mia casa, proprio parlando e sognando l’Africa, una coincidenza davvero particolare. La domenica qui è uguale alle mille domeniche che ho vissuto nella mia vita, quando si cucina assieme e si condivide del buon vino. Siamo andati a raccogliere il basilico nell’orto per farne del pesto, e questo rito si è mescolato con la cultura ghanese, infatti non avendo un frullatore, il basilico è stato pestato da un “energica” ragazza ghanese che con la forza del suo polso, ha letteralmente creato la famosa salsa verde. Sicuramente negli anni a venire mi ricorderò di questi giorni vissuti in questo luogo che rigenera e fa ricordare, sembra di vivere in un eterna notte di mezza estate, dove i tuoi sogni danzano e vivono ed i tuoi ricordi sono vestiti a festa, luccicanti ed eterni. Un altro personaggio incredibile di questo mondo è Pope, un padre di famiglia, molto devoto che aiuta tutti e che ci aiuta nel nostro lavoro di campo quotidiano, ci conduce per le vie polverose della regione, fra le fitte foreste ed dolci declivi, sempre con il sorriso stampato e la sua forte gioia di vivere. Le notti sono notti di un’infanzia passata e ovattata nei ricordi più caldi, lo stesso cielo di quando vedevo nell’inverno del 1997 la cometa di Halley, lo stesso cielo scuro ed acquoso di Formello, in tutte quelle notti che si ritornava a casa dopo aver passato un giorno con amici di una vita. Non so perché Sunyani ed i suoi paesaggi siano un pittoresco arlecchino dei miei ricordi, non so se sono io a cucire prepotentemente queste visioni al tessuto di questi paesaggi o veramente sia un luogo magico dove il riposo e la rimembranza ti prendono per mano.

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