Pademba Prison

PadembaRimasi affascinato quando il mio amico Daniele mi fece conoscere Johnny Cash, la sua storia e la sua musica. Rimasi folgorato dalla canzone “Folsom Prison” che parla di una prigione e dei suoi carcerati. Rimasi sbalordiato dalla decisione di Johnny Cash di andare a suonare nelle prigioni degli Stati Uniti e non negli stadi o nei palazzetti dello sport, andando a portare un momento di pace e svago agli ultimi della società. Rimasi sorpreso quando anch’io varcai le porte di una prigione, Pademba Prison, Freetown, Africa Occidentale. Continue reading “Pademba Prison”

Sao Tome / São Tomé

Praia picinaUn’isola pressoché vergine, dove la foresta equatoriale vive e si riproduce senza incombenti minacce. Docili declivi ed aspri picchi, che ricordano i camini delle streghe, ottimo cibo locale composto dal pesce, dai frutti tropicali e dal maiale semi-selvaggio autoctono. Infine i tramonti pennellano di vivaci colori il cielo nell’ora dei vespri, placando gli eventuali dolori dell’anima ed infondendo nuove speranze per il futuro. Questa è São Tomé, un’isola di smeraldo nascota nei glanghi di un tempo lento dimenticata dalla nostra era colma di istanti fugaci fini a se stessi. Continue reading “Sao Tome / São Tomé”

Tenebre e vento

wpDiscendere nell’oscurità, nelle strade di Freetown a notte fonda, dove è difficile vedere anche dove mettere i piedi. La zona del mercato a notte fonda è dismessa e l’immondizia, il lezzo e le anime perse della città prendono ulteriore vita. E’ difficile immergersi in queste tenebre ed uscirne pulito come prima. Sto seguendo il social team del Don Bosco Fambul che opera durante la notte cercando i bambini di strada, incontrandoli, parlandoci, tentando di instaurare il primo contatto per poi invitarli nel centro, riabilitarli e reintegrarli in un percorso scolastico e nelle loro famiglie di origine, se ne hanno. Un’esperienza forte di quelle che intaccano per sempre la tua percezione della vita. Si possono toccare fisicamente le tenebre, il vento ed il male creato dagli esseri umani. Continue reading “Tenebre e vento”

Sunyani un placido Arlecchino

wp_20160607_18_02_32_proA Sunyani nella campagna ghanese la vita trascorre tranquilla e placida. Il verde accesso ricorda i paesaggi inglesi, gli animali della fattoria i ricordano la mia infanzia. Ogni volta che trascorro del tempo in questo piccolo antro bucolico, mi rigenero lo spirito ed il pensiero. Qui si riescono a vedere anche dei bei tramonti, non paragonabili ai tramonti dell’oriente africano, ma ugualmente ti donano spunti per riflettere. Continue reading “Sunyani un placido Arlecchino”

Storia di una bambina

dsc_0319L’isola di Gorè è uno di quei santuari che ci ricordano le nostre colpe, le colpe dell’uomo bianco. Da qui partivano gli schiavi verso le Americhe, letteralmente rastrellati dai francesi nella loro Africa Occidentale. La maison des esclaves, la casa degli schiavi, dove venivano rinchiusi in condizioni disumane ne è l’emblema. Passeggiando per le vie acciottolate e riscaldate dal freddo sole senegalese, Enea, un mio amico e collega, si ferma e quasi mi sussurra: “ qui dovrebbero venirci molte persone che inveiscono contro i migranti e i clandestini, per guardare cosa noi europei abbiamo fatto con il commercio degli schiavi”. Una frase spontanea, sincera che chiosa la visita che stiamo concludendo alla maison des esclaves. Appena usciti mi si para davanti una bambina Continue reading “Storia di una bambina”

Sorella morte

funerale-ghanaSan Francesco la chiamava “sorella morte”, colei che ci libera da ogni male. Ed io ho sempre sposato questa visione, rafforzata anche da 6 anni come volontario presso una mensa francescana dei poveri, dove ho imparato e toccato con mano, chi era San Francesco e quale incredibile messaggio ha lasciato ai posteri. I funerali da noi sono sempre qualcosa di straziante non si vede l’ora di sotterrare il defunto, gli stessi medici insistono affinché il corpo venga inumato il più presto possibile. Il funerale viene celebrato in fretta e furia, spesso in una chiesa e con un parroco che non ha mai conosciuto il defunto. Dopo la funzione l’inumazione, e poi tutti a casa, a piangere di nuovo. Quando è morto mio padre, Continue reading “Sorella morte”

Tabaski, la festa del sacrificio

La Tabaski, la festa del sacrificio, così è chiamata in Africa Occidentale. E’ la festa mussulmana più importante, che ricorda il sacrificio di Ibrahim (l’Abramo giudeo) che accetta di sgozzare suo figlio Ismael (l’Isacco giudeo) per ordine di Dio, per dimostrare la propria fede. Ma all’ultimo istante prima di sgozzare il figlio, Dio invia l’Arcangelo Gabriele, a sostituire Ismael con un montone. Infatti la cosa principale di questa festa e mangiare il montone, ma deve essere ucciso in maniera indolore e poi condiviso con i familiari, i vicini, ma soprattutto con i poveri e gli affamati. Questo è il volere di Dio.

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